ABSTRACT: Il conflitto in corso nella Striscia di Gaza ha radici profonde e la sua recente escalation, iniziata con gli eventi del 7 ottobre 2023, ha riportato l’attenzione internazionale sulla questione israelo-palestinese. Giuristi ed esperti di diritto internazionale umanitario evidenziano gravi violazioni delle norme sui conflitti armati, con possibili profili di genocidio. In Italia, il tema ha sollevato iniziative giuridiche volte a sollecitare il rispetto degli obblighi internazionali.
1. LE RADICI DEL CONFLITTO E LA NUOVA ESCALATION
La guerra nei territori della striscia di Gaza affonda le sue radici ben più lontano nel tempo rispetto agli eventi del 7 ottobre 2023, che hanno rotto il precario equilibrio internazionale raggiunto e hanno costretto la comunità internazionale a rivolgere gli occhi sulla questione israelo-palestinese1.
La narrazione che è stata fatta degli eventi che da allora si sono susseguiti ha portato alcuni esperti internazionali a criticare la miopia con cui si è guardato all’accaduto.
2. IL DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO: PRINCIPI E TUTELE
Il Dottor Luigi Daniele, Professore di Diritto Internazionale Umanitario e penale alla Nottingham Trent University, ha di recente tentato di fare chiarezza sulla vicenda.

Il Diritto Internazionale Umanitario (DIU) è una branca del diritto internazionale, che si occupa disciplinare la conduzione dei conflitti armati e proteggere coloro che non fanno parte, o non fanno più parte, delle ostilità. Il DIU si rivolge a due categorie di individui: i combattenti, cioè i membri delle forze armate lato sensu; e i civili, categoria residuale in cui rientra qualsiasi persona che non ricade nella definizione di combattenti.
I combattenti, in quanto membri della forza armata, hanno diritto di partecipare alle ostilità egodono di protezione dagli attacchi solo se hors de combat. Tuttavia, contro di loro non può essere usato qualsiasi mezzo: essi sono sempre protetti dall’uso di mezzi e metodi illegali.
I civili, al contrario, non possono essere oggetto di attacchi e devono essere protetti dal coinvolgimento nelle ostilità .2
3. LE VIOLAZIONI NEL CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE
Il Professor Daniele ha evidenziato che negli ultimi 18 mesi del conflitto israelo-palestinese non si è rispettata la distinzione operata dal diritto dei conflitti armati e i civili palestinesi sono stati ripetutamente oggetto di attacchi deliberati da parte di Israele. Egli, richiamando altresì le dichiarazioni dei leader politici israeliani – tra cui il ministro della difesa Katz e il ministro degli affari della diaspora Amicai Chikli – sostiene che ne emerge un quadro che rende palese l’intenzione da parte di Israele di colpire l’intero gruppo etnico palestinese; il che consente l’inquadramento delle azioni compiute nell’escalation in atto dall’ottobre 2023 nel crimine del genocidio, che nel diritto internazionale rappresenta la più grave violazione dei diritti umani3.
4. IL CRIMINE DI GENOCIDIO NEL DIRITTO INTERNAZIONALE
Il genocidio è un crimine vietato non solo dalle norme consuetudinarie internazionali di diritto cogente, ma anche dalla Convenzione internazionale per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio del 1948, che lo descrive come “ciascuno degli atti seguenti, commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religiose, come tale: a) uccisione di membri del gruppo; b) lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo; c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale; d) misure miranti a impedire nascite all’interno del gruppo; e) trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro.”4
5. LE REAZIONI DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE
La Dott.ssa Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, ha da tempo sostenuto questa tesi, presentando già nel marzo 2024, al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, il proprio Rapporto “Anatomia di un Genocidio”5. In una recente intervista televisiva, ha confermato che le azioni poste in essere da Israele nel colpire sistematicamente i civili e nel bloccare i corridoi umanitari, affamando la popolazione palestinese ed esponendola ad un elevato rischio di epidemia e morte6, possano configurare il crimine digenocidio.

Anche in Italia, da diversi decenni, è in vigore la l. 962/1967 sulla “prevenzione e repressione del delitto di genocidio”. Lo scorso 21 maggio 2025, in considerazione dei mandati di arresto emessi dalla Corte Penale Internazionale a carico del primo ministro israeliano Netanyahu e dell’ormai ex ministro della difesa israeliano Gallant7, nonché del processo in corso innanzi alla Corte Internazionale di Giustizia – che ha respinto la richiesta di archiviazione di Israele e sta attualmenteprocedendo nella verifica delle accuse di genocidio a suo carico8 – un gruppo di giuriste e giuristi italiani ha presentato una diffida formale al Governo Meloni con la richiesta di sospendere gli accordi di partenariato militare con Israele, in virtù del rispetto dei principi costituzionali, della legge italiana e degli obblighi giuridici e morali derivanti dalle convenzioni internazionali.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
- United Nations, History of the Question of Palestine, https://www.un.org/unispal/history/;
- Ronzitti N., Diritto Internazionale dei Conflitti Armati VII ed., 2021;
- Palombino F. M, Introduzione al diritto internazionale III ed. 2021;
- Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide, 9 December 1948, 78 UNTS 277;
- United Nations Report of the Special Rapporteur on the situation of human rights in the Palestinian territory occupied since 1967 to Human Rights Council (A/HRC/55/73), Anatomy of a Genocide;
- United Nations, Israel must end ‘cruel collective punishment’ in Gaza, urges UN relief chief, 1 Maggio 2025 https://news.un.org/en/story/2025/05/1162806;
- Internazionale, La Corte penale internazionale emette mandati d’arresto per Netanyahu, Gallant e Deif, novembre 2024;
- International Court of Justice, Order of 26 January 2024, Document Number 192-20240126-ORD-01-00-EN – https://www.icj-cij.org/sites/default/files/case-related/192/192-20240126-ord-01-00-en.pdf