ABSTRACT: Il referendum abrogativo del 2025, incentrato su temi sensibili come il lavoro e la cittadinanza, ha rappresentato un significativo banco di prova per le capacità di mobilitazione delle forze politiche, in particolare quelle del cosiddetto “campo largo”. Nonostante il mancato raggiungimento del quorum, i risultati offrono uno spaccato utile per valutare l’allineamento tra elettorati e leadership di partito. Questo studio, basato sui dati dell’Istituto Cattaneo, analizza la partecipazione, la distribuzione territoriale del voto e i flussi elettorali stimati rispetto alle elezioni europee del 2024. L’approccio metodologico adottato consente di stimare, con un buon grado di affidabilità, l’effettivo comportamento degli elettori nelle principali città italiane.
1. INTRODUZIONE
Il referendum abrogativo del 2025 verteva su cinque quesiti, promossi da soggetti politici e sociali distinti: i primi quattro dalla CGIL e l’ultimo da +Europa. I quesiti principali, oggetto dell’analisi, sono il numero 1 (reintegro del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo) e il numero 5 (riduzione da 10 a 5 anni del termine per l’acquisizione della cittadinanza). Benché consapevoli della quasi certa impossibilità di raggiungere il quorum del 50%+1 degli aventi diritto, le forze politiche promotrici hanno inteso l’appuntamento come occasione di mobilitazione e misurazione dell’adesione tematica. La consultazione si è svolta in un contesto politico in cui i partiti del centrosinistra avevano da poco cercato di rilanciare la proposta del “campo largo”.
2. IL CONTESTO STORICO DELLA PARTECIPAZIONE REFERENDARIA
Nel periodo post-1999 si è consolidata la tendenza al mancato raggiungimento del quorum. In precedenza, su 10 consultazioni referendarie, 8 risultarono valide. Dal 1999 in poi, invece, su 8 tornate referendarie, solo quella del 2011 raggiunse il quorum, grazie a una mobilitazione trasversale su temi (acqua pubblica e nucleare) percepiti come estranei alla polarizzazione politica. La presenza nelle liste elettorali di molti italiani all’estero (poco inclini a partecipare ai referendum) ha inoltre aggravato l’effetto meccanico di abbassamento della partecipazione reale. Il dato del 2025 si attesta al 30,6% (residenti in Italia) e 29,9% (incluso l’estero), collocandosi nella media post-2000 (27,3% senza 2011; 34,7% con 2011).

3. PARTECIPAZIONE PER DIMENSIONE DEI COMUNI
L’analisi dei dati per classe demografica mostra una frattura netta. Nei comuni con più di 350.000 abitanti, la partecipazione è stata del 37,6%, circa 7 punti sopra la media nazionale. Nei comuni con meno di 15.000 abitanti, la partecipazione si è fermata al 27,6%. Questo dislivello, già osservato in altre consultazioni, si è accentuato nel 2025. L’effetto è riconducibile a fattori di composizione sociale (maggior concentrazione di elettori progressisti nelle aree urbane), ma anche a fattori contestuali: il maggiore investimento organizzativo dei promotori del “Sì” si è concentrato nei capoluoghi e nelle grandi città.

4. RAPPORTO TRA VOTI AL SÌ E VOTI AI PARTITI DEL “CAMPO LARGO”
Il confronto tra i voti espressi per il Sì nei due quesiti principali e i voti ottenuti dai partiti del “campo largo” (Pd, M5S, AVS, Azione, Italia Viva, +Europa) alle elezioni europee del 2024 permette di stimare l’efficacia della mobilitazione. Sul quesito n. 1 (lavoro), la somma dei voti Sì ha superato il numero complessivo dei voti ai partiti sostenitori, suggerendo l’esistenza di un consenso trasversale o la mobilitazione di elettori astenuti in altre consultazioni. Nei comuni con più di 350.000 abitanti, il rapporto è stato pari al 105%, mentre nei piccoli comuni si è fermato al 101%. Sul quesito n. 5 (cittadinanza), i voti al Sì sono stati pari solo all’80% dei voti campo largo nei piccoli centri, e al 97% nei grandi comuni, indicando una spaccatura più marcata sull’identità tematica (immigrazione).
5. FLUSSI ELETTORALI: METODOLOGIA E RISULTATI
Le stime dei flussi elettorali elaborate con il modello di Goodman su dati sezionali per 10 grandi comuni italiani (Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Padova, Roma, Napoli, Bari, Palermo) offrono uno spaccato molto dettagliato. I dati mostrano che:
- L’astensione è risultata pressoché nulla tra gli elettori del Pd, AVS e M5S sul quesito n. 1.
- L’adesione al Sì è stata pressoché totale per M5S (100%) e AVS (>95%), mentre nel Pd si osserva una minima dispersione (fino al 12% sul No).
- I partiti del centrodestra (FdI, Lega, FI) hanno registrato tassi di astensione superiori all’80%, e pochissimi passaggi al Sì (eccetto alcuni rivoli, forse dovuti a errori di stima).
- L’area liberal-riformista (Azione, IV, +Europa) si è distinta per un’alta astensione e un comportamento disallineato: sul primo quesito prevale l’astensione o il No; sul quinto vi è maggiore adesione al Sì (fino al 50%).
- Il M5S si spacca sul quesito n. 5: al Nord, la maggioranza degli elettori vota No; al Sud, è più bilanciato. Anche il Pd mostra defezioni: fino al 25% degli elettori europei 2024 vota No sul quesito cittadinanza.

6. DISCUSSIONE: INTERPRETAZIONI E LIMITI
I risultati evidenziano un comportamento elettorale tematico piuttosto che ideologico: mentre sul tema del lavoro l’adesione è fortemente polarizzata tra sinistra e centrodestra, sul tema della cittadinanza si manifestano fratture trasversali. Le città mostrano una maggiore coerenza ideologica; i piccoli centri accentuano le dissonanze. Va considerato che la dinamica referendaria è peculiare: l’assenza di una reale competizione tra opzioni alternative, la mancanza di una campagna equilibrata e il rischio di distorsione dovuto all’astensionismo strategico rendono i dati difficilmente proiettabili sulle dinamiche elettorali generali.
7. CONCLUSIONI
Il referendum 2025, pur non essendo vincolante, ha fornito indicazioni preziose sulla capacità di mobilitazione delle forze politiche. I partiti del centrosinistra hanno mostrato un’efficace capacità di attivazione su temi sociali, ma un consenso più incerto sui temi civili. Il disallineamento tra leadership e base è emerso in più aree politiche. La lettura disaggregata dei dati (per territorio, partito, e quesito) consente di superare le semplificazioni del commento politico immediato e restituisce una fotografia dettagliata del voto tematico in Italia.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
- Istituto Cattaneo (2025), “Referendum 2025. La partecipazione. Il voto su lavoro e cittadinanza”.
- Ministero dell’Interno, dati elettorali 2022, 2024, 2025.
- Goodman, L. A. (1953). Ecological regression and the behavior of individuals. American Sociological Review.