ABSTRACT: La Quarta Sezione Penale della Cassazione torna a pronunciarsi sul confine tra uso personale e spaccio di sostanze stupefacenti, confermando un principio cardine: la destinazione allo spaccio costituisce elemento costitutivo del reato e deve essere provata dall’accusa. Il mero superamento dei limiti tabellari non basta a fondare la responsabilità penale.
1. I FATTI DI CAUSA
Durante un controllo, gli agenti rinvenivano presso l’abitazione dell’imputato 8,25 grammi di cocaina, 1,08 grammi di marijuana e un bilancino di precisione, occultati in una confezione di gelato all’interno di una scatola di scarpe. Il Tribunale di Catanzaro aveva condannato l’imputato, ma la Corte d’appello lo aveva assolto, ritenendo non provata la destinazione della sostanza allo spaccio, anche alla luce della sua condizione di tossicodipendenza e dell’assenza di strumenti per il confezionamento.
2. LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE: RICORSO INAMMISSIBILE
La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso del Procuratore generale, confermando l’assoluzione e ribadendo che la destinazione allo spaccio è elemento costitutivo del reato e deve essere provata dall’accusa. Non spetta all’imputato dimostrare l’uso personale. Il superamento dei limiti tabellari non crea una presunzione di colpevolezza, ma rappresenta solo un indizio da valutare insieme ad altri elementi.
3. IL GIUDIZIO DI FATTO E IL LIMITE DEL CONTROLLO DI LEGITTIMITÀ
La Corte sottolinea che l’apprezzamento del giudice di merito, se sorretto da motivazione logica, non può essere rivisitato in Cassazione. La Corte d’appello aveva fondato la decisione su una valutazione complessiva: modesta quantità di sostanza, custodia in un unico involucro, assenza di strumenti di taglio e stato di tossicodipendenza, elementi compatibili con un uso personale.
4. PRINCIPIO DI DIRITTO E RIFLESSIONI SISTEMICHE
La sentenza riafferma la centralità della prova nell’accertamento penale: lo spaccio non si presume, ma si dimostra. È un messaggio che va oltre il singolo caso, ribadendo l’importanza della presunzione di innocenza anche nei reati di droga. Solo la convergenza di elementi oggettivi e soggettivi può fondare la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio.
5. OSSERVAZIONI CONCLUSIVE
La decisione conferma un orientamento garantista, ribadendo che la libertà personale non può essere compressa da presunzioni automatiche. In un momento di interpretazioni estensive del concetto di detenzione per spaccio, la Cassazione rimette al centro il principio di responsabilità personale e l’onere probatorio dell’accusa.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Cass. Pen., Sez. IV, Sent. 8 ottobre 2025, n. 33394