DONZELLI E IL TENTATIVO DI RIDARE VIGORE AL SISTEMA PARTITICO ITALIANO
Secondo l’onorevole Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia, una nuova legge elettorale potrebbe contribuire a rivitalizzare i partiti, infondendo nuova linfa all’intero sistema politico. In questa visione, l’adozione di un diverso impianto elettorale costituirebbe un primo passo verso l’introduzione del premierato, o meglio di un cosiddetto “premierato all’italiana”.
ZAGREBELSKY E IL MONITO SUL RAPPORTO TRA GOVERNANTI E GOVERNATI
Nel dibattito sulla riforma elettorale, appare inevitabile il riferimento al costituzionalista Gustavo Zagrebelsky. Nel volume “Loro dicono, noi diciamo”, egli sottolinea come le leggi elettorali siano spesso pensate per rafforzare il potere dei governanti, più che per favorire i governati. Il rischio, secondo Zagrebelsky, è che il sistema elettorale si trasformi in uno strumento di consolidamento del potere esecutivo a discapito della rappresentanza democratica.
NUOVA LEGGE ELETTORALE: IL PROPORZIONALE È LA SOLUZIONE AI NOSTRI PROBLEMI?
Ogni legislatura affronta, prima o poi, il nodo della legge elettorale. L’attuale maggioranza sembra orientata a proporre una riforma in senso proporzionale, prevedendo un premio di maggioranza al 40%, l’indicazione diretta del premier e il ritorno alle preferenze. Si tratterebbe di un modello che intende coniugare rappresentanza e governabilità, pur sollevando interrogativi sulla sua reale efficacia.
SOGLIA DI SBARRAMENTO AL 3%: TRA RAPPRESENTANZA E STABILITÀ
Il deputato Francesco Filini ha auspicato una revisione della soglia di sbarramento, suggerendo di abbassarla al 3%. Tale modifica, secondo Filini, non sarebbe volta a favorire singole forze politiche, come ad esempio il partito di Carlo Calenda, ma avrebbe la finalità di garantire una maggiore rappresentanza, offrendo spazio anche a realtà minori. L’idea richiama lo storico progetto del sogno repubblicano, fondato sull’inclusività del sistema politico.
LE DIFFICOLTÀ DI UN POSSIBILE “CAMPO LARGO”
L’adozione di un sistema proporzionale con premio di maggioranza e soglia bassa potrebbe certamente aumentare la rappresentanza. Tuttavia, vi è il rischio che tale assetto favorisca una eccessiva frammentazione politica, rendendo più complessa la costruzione di alleanze stabili. Ciò potrebbe complicare il percorso verso un autentico campo largo, ossia quella coalizione tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle su cui si sta lavorando.
RIFLESSIONI CONCLUSIVE
Il dibattito sulla legge elettorale si colloca all’incrocio tra esigenze di rappresentanza, stabilità istituzionale e volontà di riforma. Le opinioni si moltiplicano, le proposte si rincorrono, ma la posta in gioco resta sempre la stessa: quale forma di governo, quale rapporto tra cittadini e istituzioni, quale equilibrio tra poteri vogliamo per la nostra democrazia?